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Pallavicino
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I mwdwPallavicino (o mweaPallavicini) sono una delle più antiche e influenti famiglie nobili del mweqNord Italia, discendenti dalla potente stirpe medievale degli mwegObertenghi, marchesi della mwewLiguria orientale dal 951 e marchesi di mwfaMilano, mwfqTortona e mwfgGenova dall’anno 1000 circa. Il primo rappresentante noto col nome Pallavicino fu mwfwOberto il Pelavicino (†1148). La famiglia si articolò in due rami principali, mwgalombardo e mwgqgenovese, entrambi molto ramificati. Nel 1360 ottennero il titolo di mwggMarchesi. Nel XV secolo, il ramo lombardo creò lo mwgwStato Pallavicino, tra mwhaCremona, mwhqParma e mwhgPiacenza (comprendente mwhwBusseto, mwiaZibello e mwiqCortemaggiore), rimasto indipendente fino all'annessione al mwigDucato di Parma nel 1587. Il ramo genovese invece appartenne al patriziato della mwiwRepubblica di Genova, con alcune linee ancora esistenti, di cui una importante si stabilì in mwjaAustria-Ungheria nel XVIII secolo.
Contents
• Storia
• Origini
• Arma
• Note
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Storia
Origini
I Pallavicino appartenevano al ramo mwmaadalbertino della stirpe mwmqobertenga, di cui facevano parte anche i marchesi di mwmgMassa, mwmwCorsica, mwnaParodi, Lupi (per eredità femminile), e mwnqGavi. Gli antenati dei Pallavicino furono dapprima una diramazione minore della famiglia, che si era stabilita nella mwngvalle Padana, tra mwnwCremona e mwoaPiacenza. Da dove si estesero sino alla mwoqLiguria.
Dal marchese mwowAdalberto II con mwpaEnrico V, discendono sia i Pallavicino (o Pallavicini) sia l'antica casata cremonese dei mwpqCavalcabò, tuttora esistente.
Figlio di Alberto II fu mwpwmwqaOberto IV, padre del marchese mwqqOberto I detto mwqgPelavicino (m. mwqw1148)cite-ref-2[2]; il cognome nacque evidentemente dall'accomunarsi dei nomi dei due primi feudi della famiglia, Pella (loco) e Malavicina, oggi ambedue frazioni di mwsaRoverbella, comune del mwsqmantovanocite-ref-3[3]. Fu chiamato mwtgPelavicino anche mwtwOberto II (m. mwua1269), nipote di Oberto I e figlio di un altro "Pelavicino" (m. mwuq1217). Tale appellativo toponimico fu in prosieguo trasmesso ai suoi discendenti, divenendo il cognome della famiglia nella forma Pallavicino (o Pallavicini). Oberto I ottenne da mwugFederico I la conferma dei feudi ereditari, nella pianura attorno all'mwuwArda, l'antica mwvacontea di Aucia e futuro mwvqStato Pallavicino. Il nipote mwvgGuglielmo, morto nel mwvw1217, fu il capostipite di tutte le linee note del ramo cosiddetto "Lombardo", che trassero origine dai nipoti Oberto II, Manfredo, detto "Manfredino il Pio" (mwwa1254 - mwwq1328) e Pelavicino.
Genealogia essenziale
• mwxqAdalberto il Margravio (X secolo – 951?)
• mwyaOberto I (X secolo – 15 ottobre 975), mwyqconte palatino, marchese di Milano e di Genova e di tutta la mwygMarca Obertenga, conte di Genova, Luni, Tortona, Milano, con diritti su Bobbio, Pavia, Piacenza, Cremona, Parma.
• mwzqAdalberto I (c.925–1002)
• Oberto III, (?-996), figlio di Adalberto I
• mwcgOberto IV (?-1084?), figlio di Adalberto II
• mwdqOberto I (1080–1148), detto il "Pelavicino", figlio di Oberto IV
• Guglielmo (c.1106-c.1162), figlio di mweqOberto I, capostipite dei "Pallavicino di Lombardia"
• Oberto (c.1132 c.-1196), figlio di Guglielmo
• mwfwGuglielmo (?-1217)
• mwgqAlberto ("il Greco") (c.1106-1148), figlio di Oberto I e padre di Nicolò, capostipite dei "Pallavicino di Genova"
Pallavicino di Scipione
mwigManfredo Pallavicino (m.1265), figlio di mwiwGuglielmo Pelavicino, e i suoi discendenti ebbero il titolo di marchesi di mwjaScipione, frazione di mwjqSalsomaggiore Terme, che faceva allora parte del marchesato. I suoi discendenti, generalmente di parte ghibellina, ebbero importanti cariche pubbliche (podestà, capitani, governatori) nei maggiori comuni padani, e si legarono agli mwjgSforza di mwjwMilano da cui ebbero (col marchese Pietro nel mwka1450) la conferma dei feudi. mwkqGuglielmo Pallavicino fu governatore di mwkgGenova dal mwkw1353 al mwla1355 per conto dei mwlqVisconti di Milano.
Dai tre figli di Pietro (Giovanni, Nicolò e Ludovico) discesero altrettante linee della famiglia: quella di Giovanni si estinse rapidamente, salvo una discendenza naturale stabilitasi a mwlwPavia, feudataria di mwmaMarcignago e mwmqGiovenzano, estinta nel mwmg1738; quella di Nicolò si estinse nel mwmw1613 con un marchese Orazio che nel mwna1568 aveva venduto la sua quota di Scipione con Salsomaggiore ecc. al Duca di Parma; quella di Ludovico durò fino al mwnq1776.
Dal ramo di Scipione derivarono anche i rami di:
• Pallavicino marchesi di mwoqSpecchio
• Pallavicino marchesi di mwowCeva e delle Frabose con Paolo Antonio (?-1625)
Pallavicino di Pellegrino
Pelavicino, figlio di mwraGuglielmo Pallavicino di Oberto, ebbe il marchesato di mwrqPellegrino Parmense. I suoi discendenti furono confermati nei loro feudi dai mwrgVisconti duchi di Milano, ma nel mwrw1428 i due cugini Manfredo e Antonio, accusati di aver partecipato a una congiura, furono espropriati dei feudi. I loro discendenti vissero in modesta condizione nel territorio parmigiano e si estinsero nel mwsa1795.
Oberto Pelavicino e i suoi discendenti
Il più celebre dei figli di Guglielmo fu mwswOberto II Pallavicino, seguace dell'imperatore mwtaFederico II e successivamente capo riconosciuto del partito ghibellino nella valle Padana. Fu Signore di mwtqCremona, Pavia, Piacenza, vicario imperiale, capitano generale di Milano.
La sua fortuna declinò con l'arrivo in Italia di mwtwCarlo I d'Angiò, la sconfitta di mwuaCorradino di Svevia e il trionfo della parte guelfa. Gli rimanevano solo i beni ereditari, che passarono al figlio Manfredino. Alla morte di quest'ultimo nel 1328, gli succedettero i tre figli Federico, Oberto e Donnino;cite-ref-chini-19-5-0[5] il primo scomparve nel 1348, lasciando ai propri discendenti le terre di mwvgBargone,cite-ref-6[6] mentre i due fratelli si spartirono il resto dell'ingente patrimonio paterno.cite-ref-pezzana-1837-7-0[7]
A Oberto III (Busseto 1302-1378) toccarono una parte di mwyaSolignano con le pertinenze di Viatica, di mwyqPizzofreddo, di Dongula, di Fosio, di Oriano e di Pagazzano, Frescarolo, mwygRoncole e mwywBusseto, capitale dello Stato Pallavicino, con le pertinenze di Sant'Andrea, di Vidalenzo, di Spigarolo, di Rascarolo e di Semoriva.cite-ref-pezzana-1837-7-1[7] Oberto iniziò una solida alleanza con i mw0aVisconti di Milano. Da Oberto III, tramite Nicolò (fedele alleato di mw0qGiangaleazzo Visconti) si giunse a mw0gRolando il Magnifico, che diede allo Stato Pallavicino gli statuti che ne regolarono la vita civile per tre secoli; allargò inoltre i confini dello Stato conquistando vari castelli e comprando, tra gli altri, i feudi di Santa Croce e di Zibello dal cugino Antonio, oltre a mw0wStupinigi nel 1439.cite-ref-8[8] La situazione cambiò radicalmente nel 1441, quando mw2aNiccolò Piccinino convinse il duca mw2qFilippo Maria del tradimento da parte del Marchese e si fece incaricare di conquistarne lo Stato Pallavicino; attaccato su più fronti, il Pallavicino fu costretto alla fuga e tutti i suoi feudi furono incamerati dal Duca.cite-ref-9[9] Nel 1445 Rolando diede prova di lealtà al Visconti, che acconsentì alla restituzione di quasi tutte le terre confiscate, a eccezione di mw3gMonticelli d'Ongina e alcuni altri feudi donati al Piccinino.cite-ref-10[10] Nel 1453, quattro anni prima di morire, il Marchese dettò il suo testamento, suddividendo il suo immenso patrimonio tra i suoi sette figli e dando così origine alle linee di Varano, Tabiano, Cortemaggiore, Busseto, Polesine e Zibello.cite-ref-chini-11-0[11]
A Donnino toccarono invece mw6aRavarano con le pertinenze di mw6qCassio, di mw6gCasola, di Castellonchio, di Fugazzolo, di mw6wCalestano, di mw7aTerenzo, della mw7qval Sporzana e della mw7gval Baganza, mw7wMonte Palerio con le pertinenze di mw8aSant'Ilario Baganza, di Ceretolo, di Cella di Palmia, di mw8qCevola, mw8gParola con la pertinenza di Corte Redalda, mw8wZibello, Santa Croce, mw9aPieveottoville e Ragazzola.cite-ref-pezzana-1837-7-2[7] Donnino morì l'anno seguente e i suoi due figli, che mantennero sempre un ruolo subalterno rispetto ai cugini di Busseto, figli di Oberto, si spartirono le terre paterne: Zibello e le terre di pianura passarono a Federico, mentre Ravarano e le terre di montagna a Giovanni.cite-ref-chini-19-5-1[5] Da quest'ultimo discesero i marchesi di Ravarano, che, divisi in più linee e generalmente decaduti, si estinsero entro il mw-qXVIII secolo, salvo una linea che acquisì il feudo di mw-gStupinigi e si trasferì in mw-wPiemonte. Questa ebbe importanti incarichi alla corte dei mwaqaSavoia, il governatorato di mwaqeCeva e il marchesato di mwaqiFrabosa Soprana e mwaqmFrabosa Sottana, e si estinse nel ramo principale nel mwaqq1816 mentre il ramo cadetto dei marchesi di Priola è tuttora fiorente.
Pallavicino di Varano
Il capostipite fu mwaqwNicolò, che, figlio di mwaq0Rolando il Magnifico, divenne marchese di mwaq4Varano de' Marchesi; ereditò inoltre i feudi di mwaq8Castelguelfo, mwaraMiano e mwareGallinella.cite-ref-pezzana-12-0[12]
Pallavicino di Tabiano
Il capostipite fu Oberto, che, figlio di Rolando il Magnifico, divenne marchese di mwasmTabiano; ereditò inoltre i feudi di mwasqCastellina e, per metà col fratello mwasuGianfrancesco, mwasySolignano.cite-ref-pezzana-12-1[12]
Pallavicino di Cortemaggiore
Il capostipite fu mwatqGian Lodovico I, che, figlio di mwatuRolando il Magnifico, divenne, unitamente al fratello mwatyPallavicino, marchese di mwatcBusseto, con la pertinenza di mwatgCortemaggiore; sempre con Pallavicino ereditò inoltre il feudo di mwatkBargone.cite-ref-pezzana-12-2[12]
Il capostipite fu Giovan Lodovico, figlio di Rolando il Magnifico; ebbe l'importante marchesato di mwauuCortemaggiore con parte di Busseto, cui il figlio Rolando II detto il Gobbo aggiunse mwauyFiorenzuola d'Arda.
Nel mwaug1479, con l'importante contributo di Maffeo del Carretto da Como, architetto del Duca di Milano, progettò e costruì ex novo la nuova capitale dello Stato, quella Cortemaggiore che, ancora oggi, rimane uno dei pochi esempi di città edificata secondo i principi della "mwaukcittà ideale" dettati da mwauoLeon Battista Alberti. La discendenza dei Pallavicino di Cortemaggiore si estinse già nel mwausXVI secolo.
mwau0Sforza Pallavicino nel mwau41579 riunì in un unico marchesato Cortemaggiore e Busseto, che ereditò in seguito alla morte del cugino Gerolamo Pallavicino di Busseto, privo di figli maschi. Tuttavia, nel mwau81585 scomparve anche Sforza, che, in mancanza di eredi diretti, aveva adottato nel mwava1581 il congiunto Alessandro Pallavicino di Zibello, marito della figlia naturale del mwaveduca di Parma mwaviOttavio Farnese; ne scaturì una lunga lite col nuovo duca mwavmAlessandro, che nel mwavq1587 si impossessò dell'intero Stato Pallavicino mwavumanu militari. Della lunga storia di buon governo cui fu ispirato il marchesato dello Stato di Cortemaggiore, dalle mwavyAdditiones seu Reformationes applicate da Rolando II nel 1495 agli antichi mwavcStatuta Pallavicinia dettati dal nonno Rolando il Magnifico, rimase, fino all'epoca napoleonica, il mwavgCorpo Comunitativo della città, un vero e proprio consiglio comunale mwavkmwavoante litteram.cite-ref-chini-11-4[11]
Pallavicino di Busseto
Il capostipite fu mwawgPallavicino, che, figlio di Rolando il Magnifico, divenne, unitamente al fratello Gian Lodovico I, marchese di Busseto, con la pertinenza di Cortemaggiore; sempre con Gian Lodovico I ereditò inoltre il feudo di Bargone.cite-ref-pezzana-12-3[12]
Tuttavia, nel 1479, a causa dei dissidi sorti tra i due fratelli, fu necessario dividere in due parti il feudo di Busseto: Cortemaggiore fu assegnata a Gian Lodovico, mentre Busseto rimase a Pallavicino.cite-ref-chini-11-5[11]
Galeazzo I, Cristoforo, Ottaviano, Girolamo, Antonio Maria e Nicola, figli di Pallavicino, governarono congiuntamente il marchesato dopo la sua morte nel mwaxm1486, conquistando anche mwaxqBorgo San Donnino, mwaxuFelino e mwaxyTorrechiara. Nel mwaxc1521 subentrarono i tre figli di Cristoforo; dopo la scomparsa prematura di Francesco, i due fratelli mwaxgGerolamo ed Ermete nel mwaxk1555 divisero il marchesato in due parti, ma alla morte nel mwaxo1562 del secondo, Gerolamo ereditò l'intero patrimonio; il marchese scomparve nel mwaxs1579 lasciando il marchesato al cugino Sforza Pallavicino di Cortemaggiore, che riunì in tal modo lo Stato Pallavicino.cite-ref-chini-11-6[11]
Tuttavia, nel mwaye1585 morì, privo di figli maschi, anche Sforza, che nel mwayi1581 aveva adottato il congiunto Alessandro Pallavicino di Zibello, marito della figlia naturale del mwaymduca di Parma mwayqOttavio Farnese; ne scaturì una lunga lite col nuovo duca mwayuAlessandro, che nel mwayy1587 si impossessò dell'intero Stato Pallavicino mwaycmanu militari. Inutilmente Galeazzo III, nipote di Adalberto (figlio legittimato di Galeazzo I), ottenne nel mwayg1636 sentenza favorevole dall'imperatore mwaykFerdinando II d'Asburgo: i suoi discendenti furono sovrani dello Stato Pallavicino solo di nome. La sua discendenza si estinse nel mwayoXIX secolo.cite-ref-chini-11-7[11]
Dal ramo di Busseto derivò anche il ramo dei Pallavicino di Crema con Manfredo Pallavicino, discendente da Adalberto, che si estinse nel mwaza1694.
Pallavicino Trivulzio
Da Sforza Pallavicino, figlio di Galeazzo II, discesero i Pallavicino Trivulzio, mwazmsignori di mwazqSan Fiorano, proprietari dell'omonimo castello e, tra i numerosi edifici storici, del castello di mwazuCastana (in mwazyOltrepò pavese), che riattarono nel mwazc1740.
I Pallavicino Trivulzio si estinsero nella linea maschile nel mwazk1878 con il marchese mwazoGiorgio, patriota del mwazsRisorgimento.
Pallavicino di Polesine
Il capostipite fu Giovan Manfredo, che, figlio di Rolando il Magnifico, divenne marchese di mwaamPolesine; ereditò inoltre il feudo di mwaaqCostamezzana.cite-ref-pezzana-12-4[12] Giovan Manfredo morì nel 1486.
Dai suoi figli Gianottaviano e Uguccione derivarono due linee di discendenza: la prima si estinse nel 1699, la seconda nel 1731 quando morì Vito Modesto, lasciando solo una figlia femmina, Dorotea. Tra gli ultimi esponenti della linea di Uguccione, mwaaoRanuccio Pallavicino fu inquisitore a Malta e cardinale.
Pallavicino di Zibello
Il capostipite fu mwabqGian Francesco, che, figlio di Rolando il Magnifico, divenne marchese di mwabuZibello; ereditò inoltre, per metà col fratello Oberto, il feudo di Solignano.cite-ref-pezzana-12-5[12]
La lite che contrappose Alessandro di mwabsZibello al cugino Galeazzo II di Busseto ebbe la conseguenza che la casata non solo non succedette in Busseto ma perse anche il feudo imperiale di Zibello a vantaggio dei Farnese. I suoi discendenti mantennero comunque il feudo di Zibello (come vassalli dei duchi di Parma) fino all'abolizione del feudalesimo nel mwabw1805.
Pallavicino di Genova
I Pallavicino di Genova ebbero come capostipite Nicolò, figlio di mwacwAlberto ("il Greco") e nipote di mwac0Oberto I Pallavicino (detto il "Pelavicino"), il cui figlio Giovanni sposò Maria Fieschi e che nel 1225 venne eletto consigliere. La famiglia assunse notevole prestigio e importanza nel capoluogo ligure, tanto da avere tra i propri rappresentanti, oltre a numerosi senatori, tre mwac4dogi della mwac8Repubblica di Genova: mwadaAgostino nel mwade1637, mwadiGian Carlo nel mwadm1785 e mwadqAlerame Maria nel mwadu1789.
Nel mwadc1528, a seguito delle riforme volute da mwadgAndrea Doria, andarono a formare il XVI mwadkalbergo genovese.
Albergo Pallavicino
Con la riforma voluta da mwadwAndrea Doria nel 1528, i Pallavicino andarono a formare il XVI mwad0albergo. Di seguito le famiglie che erano ascritte all'albergo Pallavicino:
• Brignale: provenienti dal mwafychiavarese.cite-ref-16[16]
• Capellone: originari di mwagiNovi Ligure.cite-ref-18[18]
• Clavarino: originari della mwaggValbisagno, vennero ascritti all'albergo nel 1528.cite-ref-19[19]
• Frascolati: provenienti dalla mwahqriviera ligure, giunsero in mwahuGenova intorno al 1150.cite-ref-21[21]
• Guarachi: genovesi di antica origine.cite-ref-scorza115-22-0[22]
• Guarchi: giunsero a mwaiaGenova da mwaieAlessandria nel mwaiiXII secolo.cite-ref-scorza115-22-1[22]
• De Ita: provenienti dalla mwaigriviera ligure.cite-ref-23[23]
• Parodi: giunsero a mwai4Genova dalla mwai8Valpolcevera intorno al 1390. Furono ascritti all'albergo nel 1528.cite-ref-24[24]
• Pisano: giunsero a mwajuGenova dal mwajyPisa intorno al mwajcXII secolo. Nel 1528 furono ascritti ai Pallavicino ed ai mwajgPinelli.cite-ref-scorza171-25-0[25]
• Raffo: originari della mwakqriviera di levante, nel 1528 vennero ascritti ai Pallavicino ed ai De Marini.cite-ref-26[26]
• Rocca: giunsero a mwaksGenova dalla mwakwValbisagno intorno al 1260. Vennero ascritti ai mwak0Giustiniani e nel 1528 ai Pallavicino.cite-ref-27[27]
• Scotti: genovesi sin dal 1122 circa, furono tra le prime famiglie ad aderire all'albergo mwameCenturione. Altri rami della famiglia entrarono nel 1528 nei mwamiCattaneo, nei Pallavicino e nei Salvago.cite-ref-30[30]
• Sivori: giunsero in mwamkGenova dal mwamochiavarese nel 1450 circa. Nel 1528 vennero ascritti all'albergo.cite-ref-31[31]
• Via: giunsero a mwanaGenova dalla mwaneriviera di ponente nel mwaniXIV secolo. Nel 1528 vennero ascritti ai Pallavicino ed ai Salvago.cite-ref-32[32]
Altri rami
Dal ramo di Genova derivarono anche:
• Ramo Pallavicino di mwaomNapoli dei duchi di Castro, con Alessandro Pallavicino (1594-?) che sposò Alvina Frezza, duchessa di Castro
• Ramo Pallavicino di Bologna con Gianluca Pallavicino (1697-1773)
• Ramo Pallavicino di Sicilia, con Nicolò Pallavicino I marchese di Antella nel 1649 per concessione di mwao0Filippo IV di Spagnacite-ref-35[35]
• Ramo Pallavicini dell'mwapmAustria-Ungheria, con Giancarlo Pallavicini (1741-1789)cite-ref-treccani-it-36-0[36]
• Ramo Csáky-Pallavicini dell'mwapoAustria-Ungheria, con Roger Pallavicini (1814-1874) che sposò Eulalia Vay di Vaja et Luskod, Ex moglie di Zsigmond Csákycite-ref-treccani-it-36-1[36]cite-ref-37[37]
Arma
L'antica arma dei Pallavicino di Genova era mwaqud'oro alla fascia doppiomerlata di nero, mentre quella moderna era di mwaqycinque punti d'oro mwaqcequipollenti a quattro d'azzurro; al capo d'oro, alla mwaqgfascia scorciata doppiomerlata di tre pezzi di nero.cite-ref-38[38]
Marchesato di Bodonitsa
Il mwaq8Marchesato di Bodonitsa (oggi mwaraMendenitsa, villaggio nella mwareFtiotide, in mwariGrecia), piccolo stato mwarmfranco in Grecia a seguito delle conquiste della mwarqquarta crociata, venne originariamente concesso sotto forma di partecipazione a mwaruGuido Pallavicini da mwaryBonifacio I del Monferrato, mwarcre di Tessalonica nel mwarg1207. Il suo scopo originale era a guardia del valico di mwarkTermopili. Esistette dal mwaro1204 al mwars1414. Guido, figlio di mwarwGuglielmo Pallavicino e di Solestella, fu il primo marchese di Bodonitsa dal mwar01204 al mwar41237. L'ultimo dei Pallavicini a governare Bodonitsa fu mwar8Guglielma, figlia di mwasaAlberto Pallavicini, morta nel mwase1358, moglie di mwasiNiccolò I Zorzi, della famiglia mwasmveneziana mwasqZorzi, che proseguirà nel marchesato sino al 1414 con Niccolò III Zorzi.cite-ref-39[39]
Stemmi Pallavicino
Note
cite-note-11. ↑ Enciclopedia Biografica Universale, Treccani, edizione 2007, vol.14 pag.615, vol.15 pagg.150-151 e Albero genealogico in archivio Famiglia Pallavicini (da ramo di Busseto)
cite-note-22. ↑ E.g. mwawuUbert, markgraf Pelavicinus, beständiger herr der Stadt Cremona, in Johann Friedrich Böhmer, mwawyRegesta Imperii etc. Vol. 5, parte 2, p. 2028. Innsbruck, 1901.
cite-note-33. ↑ G. Peirce, mwawoLe origini preistoriche dell'onomastica italiana. Pp. 137-138. Smashwords, 2001.
cite-note-44. ↑ mwaw4mwaw8mwaxaI Malaspina di Fosdinovo (mwaxemwaxiPDF), su mwaxmcastellodifosdinovo.it. mwaxqURL consultato l'8 luglio 2017 mwaxu(archiviato dall'mwaxyurl originale l'11 ottobre 2016).
cite-note-pezzana-1837-77. ↑ mwaywmway0Pezzana, 1837,mway4 pp. 14-15.
cite-note-99. ↑ mwazgmwazkPezzana, 1842,mwazo pp. 446-448.
cite-note-1010. ↑ mwaz4mwaz8Pezzana, 1842,mwa0a pp. 498-499.
cite-note-pezzana-1212. ↑ mwa2qmwa2uPezzana, 1847,mwa2y p. 157.
cite-note-3434. ↑ mwa-wOxford, mwa-0mwa-4An Elizabethan: Sir Horatio Palavicino, 1956.
cite-note-3535. ↑ mwa-iGiovan Battista di Crollalanza, mwa-mDizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, A. Forni, Vol.2.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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